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Barthélemy D'Eyck

Allegato al post di oggi un articolo particolareggiato sul pittore e miniatore fiammingo Barthelemy d'Eyck, scritto in lingua francese. Giuseppe parlava bene il Francese, amava molto questa lingua che era spesso oggetto delle sue tirate polemiche essendo il suo insegnamento ed il suo uso da tempo stati soppiantati dall'Inglese. Mio padre era così, costantemente rivolto ad un passato migliore che non è mai esistito, ma che probabilmente gli ricordava i momenti della sua giovinezza in cui riusciva a scappare dai problemi che in famiglia lo facevano stare male. Non che Giuseppe fosse un passatista inconsapevole: sapeva bene quale fatica stava dietro il lavoro di contadino dei suoi zii della campagna, dove passava le sue estati felici, anche durante il tempo della guerra: ma un conto è la conoscenza razionale, un conto è l'emozione dei ricordi. Forse anche da questo nasce il suo amore per la pittura fiamminga, le atmosfere soffuse, le luci gialle da candela tremolante, un sil...

L'ultimo quadro

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Nel giorno del mio onomastico pubblico una foto, seppur imperfetta (spero di mettere on-line una versione migliore in futuro) dell'ultimo quadro di Giuseppe, che fu anche l'ultimo esposto alla mostra sociale della Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, nel 2023. La pubblico oggi perchè è anche l'ultimo regalo che papà mi fece, pochi giorni prima di ammalarsi, e purtroppo non ha fatto in tempo a venire a casa mia per vederlo appeso. Per qualcuno forse è poca cosa, per me è un bene prezioso.  Il quadro si intitola: "La bestia è qui" . il copyright © dell'immagine è degli eredi di Giuseppe Bonenti e viene pubblicata con licenza CC BY-NC-SA 4.0 .   

Di tutto un po' - parte 2

Nel post di oggi due scritti più brevi, in cui Giuseppe cercava relazioni stilistiche comuni tra pittori o scultori di estrazione magari differente ma caratterizzati dall'aver vissuto nel medesimo periodo di tempo: il primo, brevissimo ma sempre ricco di illustrazioni, riguarda un misterioso pittore di cui poco si sa, chiamato Almanach; il secondo riguarda l'altare del duca Ratchis di Cividale del Friuli.  Verso la fine di questo secondo scritto papà si pone (e pone a chi lo leggerà) delle implicite  domande riguardo a sculture stilisticamente analoghe conservate a Torino nel museo Diocesano e ritrovate nell'antica chiesa di Pozzo Strada e a Vinovo. Io qui provo a dare una mia piccola e assai umile spiegazione, che purtroppo non ho avuto occasione di condividere con mio padre: dal 578 al 699 la chiesa Cattolica Niceana andò incontro a uno scisma (il cosiddetto "Scisma dei tre capitoli"). I tricapitolini rifiutavano le conclusioni del secondo concilio di Costantino...