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Visualizzazione dei post con l'etichetta Palazzo Reale di Torino

Le consorti dei Savoia

Il file di oggi è indicativo di come Giuseppe fosse meticoloso nelle cose a cui teneva: si tratta di un elenco di tutte le consorti reali, corredato come sempre da illustrazioni pittoriche, che credo mio padre avesse compilato per il suo impegno di guida volontaria dell'associazione Amici di Palazzo Reale (APR). Papà tutto era meno che un monarchico, ma credeva che un impegno culturale dovesse prescindere dalle simpatie politiche. Anche se non ne abbiamo mai parlato, sono sicuro che Giuseppe avesse ben chiara la differenza tra la memoria, che è soggettiva, fallace, contradditoria, e la storia, che punta all'oggettività, che cerca la sintesi, ambisce a raccontare non i ricordi ma qualcosa che si avvicini il più possibile agli accadimenti reali. Dovendo raccontare ai turisti storie riguardanti i Savoia, papà non ha mai ricorso all'agiografia, nè si è fatto influenzare dalla sua ideologia, ma ha fatto quello che chiunque nella sua posizione dovrebbe fare: ha letto i libri di s...

Rapous e la Galleria delle Battaglie

Anche questa settimana il silenzio dentro di me è profondo e voglio far parlare papà. Il file qui pubblicato è un secondo contributo al testo interno dell'Associazione APR (amici di Palazzo Reale) e riguarda la  Galleria delle Battaglie e il ruolo avuto da Vittorio Amedeo Rapous nelle decorazioni. Se dovesse capitare su questa pagina qualcuno che Giuseppe lo conosceva, e con cui aveva avuto modo di chiacchierare (di arte o meno che fosse), troverà molto di lui in questo scritto: certi barocchismi nella costruzione delle frasi, e quel suo modo di creare collegamenti forse arditi tra le varie forme e stili degli artisti da lui citati, corredando le sue affermazioni con immagini su immagini (che lui tutte sceglieva con l'aiuto della propria prodigiosa memoria) le quali si incastravano perfettamente nel costrutto teorico che creava e sviscerava. Rapous e la Galleria delle Battaglie   Ricordo sempre che il copyright © delle immagini è degli aventi diritto mentre i testi sono © deg...

Il Seicento sepolto

Sono giorni in cui Giuseppe, papà, mi manca talmente che mi sembra di aver finito le parole: per questo oggi lascio che parli lui in prima persona. Il testo qui pubblicato fa parte di un volume realizzato ad uso interno dai volontari "anziani" dell'Associazione Amici di Palazzo Reale, per dare spunti a chi volesse far parte attiva dell'Associazione, presentando e sviscerando argomenti riguardanti il Palazzo Reale di Torino.  Come prevedibile mio padre dedicò grandi energie ed entusiasmo al progetto di cui fu "coordinatore in pectore". Qui si pubblica uno dei suoi contributi. Il Seicento sepolto     Ricordo sempre che il copyright © delle immagini è degli aventi diritto mentre i testi sono © degli eredi di Giuseppe Bonenti e vengono rilasciati con licenza CC BY-NC-SA 4.0 

Un articolo originale su Vittorio Amedeo Rapous

Dopo qualche settimana in cui ho pubblicato file di mio padre che erano poco più che ritagli che lui conservava nel suo archivio digitale per averli a disposizione al bisogno, giungiamo finalmente a un articolo originale di ben 41 pagine in cui Giuseppe espone i suoi pensieri riguardo all'opera di Vittorio Amedeo Rapous , pittore piemontese allievo del Beaumont che ha lavorato sia a Stupinigi che a Palazzo Reale: e in quest'ultima sede mio padre ha passato lunghe e per lui molto soddisfacenti giornate come guida volontaria almeno fino al 2020, raccontando in Italiano e all'occorrenza in Francese, lingua che amava molto e che parlava senza difficoltà, la storia e le storie del Palazzo e delle opere d'arte in esso contenute, ricevendo molto spesso complimenti e ringraziamenti da parte dei turisti in visita (papà era per molti aspetti una persona modesta, e soprattutto non amava vantarsi: era bravo inoltre a riconoscere la gratitudine in chi ascoltava le sue spiegazioni e ...