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Caravaggeschi principali 04

In questo periodo in cui mio padre mi manca in particolar modo, continuo a pensare alle differenze tra me e lui: riflettevo l'ultima volta sui motivi della sua passione per le opere d'arte, ma anche d'artigianato, come legame col passato, come rifiuto di perdere ciò che è cambiato, per questo il suo interesse per l'opera artistica era totalizzante e a 360 gradi, gli interessavano l'arte moderna e antica, la pittura e la scultura, l'architettura e le pitture rupestri degli uomini primitivi, tutte con pari dedizione. Io in questo sono diverso, sicuramente per reazione, dato che ho frequentato mostre d'arte tutte le settimane da quando avevo l'età per camminare, subendo (non è un errore) le infinite elucubrazioni di Giuseppe, che capivo poco e niente: ho incominciato ad apprezzare veramente l'arte solo quando l'ho studiata a scuola. Ma per me l'approccio è diverso, dove papà si appassionava alla pennellata, al gioco di luci, al mestiere dell...

Caravaggeschi principali 03

Rifletto spesso sulle differenze di carattere e di gusti tra me e mio padre: una delle cose più importanti che ci divideva era proprio l'atteggiamento riguardo all'arte. Giuseppe, papà, era interessato a tutto ciò che costituiva l'operato dell'uomo, non ho mai capito cosa ci fosse alla base di questa sua passione, forse l'ansia di tenere il contatto con le cose perdute. Essendo nato nel 1939, mio padre ha vissuto il passaggio del nostro Paese dalla civiltà contadina all'era industriale, ed aveva una grande nostalgia per i periodi passati con lo zio paterno, un secondo padre per lui (forse più del primo, dato che mi volle dare il nome di quello zio, che mai ho conosciuto, quando nacqui), che faceva il contadino. Papà ha dovuto crescere in fretta, troppo in fretta, la situazione a casa sua non era delle più felici, ed a peggiorare il tutto, finite le scuole elementari fu messo in collegio a Novara dove fece le medie ed il ginnasio: si rattristava sempre quando ric...

Caravaggeschi principali 02

In questo periodo sono molto stanco, e penso spesso a mio padre, non come un anno fa quando tutti noi eravamo disorientati e lacerati dal dolore per la sua perdita, ma mi confronto con ciò che lui mi ha lasciato e penso anche alle cose in cui eravamo differenti. Una delle cose che ho sempre invidiato a Giuseppe è la sua capacità di sorridere: un sorriso ampio e spontaneo sempre adeguato alla situazione. Io non ne sono capace non riesco a sorridere a comando, mi viene un' espressione innaturale: è il motivo per cui non mi piaccio quando vengo in fotografia. L'altra cosa che gli ho sempre invidiato è la capacità di meravigliarsi, quella luce negli occhi che gli veniva quando vedeva una cosa che gli piaceva, fosse stato anche un dipinto che aveva ammirato negli anni  diverse volte. Perchè mi è venuto in mente questo? Perchè la meraviglia lo pervadeva tutte le volte che parlava d'arte, e tutti se ne accorgevano.   Caravaggeschi principali 02   Per quello che riguarda le immag...

Caravaggeschi principali 01

Inizio oggi la pibblicazione delle raccolte di appunti di mio padre dedicate ai caravaggeschi. Già in altra occasione ho affermato che il Caravaggio era uno dei pittori preferiti di Giuseppe: di pari passo, quindi, arriva l'interesse per i pittori che si rifacevano in qualche modo alla Maniera del Caravaggio stesso. Papà dedicò una delle sue tesi di laurea in storia dell'arte a Tanzio da Varallo, sicuramente il principale caravaggesco piemontese, che aveva la caratteristica di aver lavorato in Val Sesia, luogo a cui Giuseppe era molto affezionato perchè ci aveva passato molte estati a casa dei suoi amatissimi zii (tanto amati da aver chiamato il suo primo figlio, io, Giovanni, in onore e memoria dello zio Giuanin, mancato da poco al momento della mia nascita). E questo amore per il Caravaggio traspare anche dai quadri di papà che in più occasioni si ispirò alle forme di Michelangelo Merisi e dei suoi epigoni per comporre le proprie opere. Anche il modo che mio padre ha sempre a...

Arte, pubblico e artisti

Sono molto emozionato nel pubblicare il file di oggi: scorrendo la directory dei lavori di Giuseppe, ho notato il nome del file e ho capito che poteva essere un suo saggio originale. Aprendo il file mi sono reso conto di aver ragione, ad una scorsa veloce, la forma e lo stile dello scritto erano quelli propri di mio padre. Poi sono andato a vedere la data del salvataggio ed ho avuto un tuffo al cuore: 5 novembre 2023, il giorno successivo sarebbe stato ricoverato in ospedale, da dove purtroppo non sarebbe più uscito. Ero passato a trovare i miei genitori quella sera, all'uscita da un turno di reperibilità assai faticoso: lo ricordo come fosse ieri, seduto nella penombra del suo studio, digitare al computer quelle che dovevano essere le ultime frasi di questo lavoro ambizioso, destinato purtroppo a rimanere incompiuto. Ora il lavoro incombe, ma nei prossimi giorni mi riprometto di accostarmi al suo saggio con calma, nella speranza di risentire per qualche momento la sua voce...   A...