In questo periodo sono molto stanco, e penso spesso a mio padre, non come un anno fa quando tutti noi eravamo disorientati e lacerati dal dolore per la sua perdita, ma mi confronto con ciò che lui mi ha lasciato e penso anche alle cose in cui eravamo differenti. Una delle cose che ho sempre invidiato a Giuseppe è la sua capacità di sorridere: un sorriso ampio e spontaneo sempre adeguato alla situazione. Io non ne sono capace non riesco a sorridere a comando, mi viene un' espressione innaturale: è il motivo per cui non mi piaccio quando vengo in fotografia. L'altra cosa che gli ho sempre invidiato è la capacità di meravigliarsi, quella luce negli occhi che gli veniva quando vedeva una cosa che gli piaceva, fosse stato anche un dipinto che aveva ammirato negli anni diverse volte. Perchè mi è venuto in mente questo? Perchè la meraviglia lo pervadeva tutte le volte che parlava d'arte, e tutti se ne accorgevano. Caravaggeschi principali 02 Per quello che riguarda le immag...
In questa giornata estiva, continuiamo la pubblicazione degli appunti di Giuseppe sugli artisti contemporanei, con altre 84 pagine di testi e immagini. Il rapporto di mio padre con l'estate per me è stato sempre un piccolo mistero: essendo cresciuto in un grande giardino gli piaceva la natura ma amava di più i manufatti umani. Un bel paesaggio, la foto di un animale in posizione curiosa non lo appassionavano più di tanto, ma se gli mettevate qualcosa davanti che lo riportasse alla produzione artistica dell'essere umano gli brillavano gli occhi per l'entusiasmo. Ricordo una volta: ero andato a prendere i miei genitori di ritorno da una gita in toscana organizzata da una delle associazioni a cui erano iscritti. Alla mia domanda se fosse andato tutto bene, papà mi rispose che era andato tutto benissimo e che avevano visto una cosa BELLISSIMA che non era prevista nel programma, una mostra di (cito) "cassoni matrimoniali del 1400" . Ammutolii e abbozzai un cenno di as...
Il file di oggi è indicativo di come Giuseppe fosse meticoloso nelle cose a cui teneva: si tratta di un elenco di tutte le consorti reali, corredato come sempre da illustrazioni pittoriche, che credo mio padre avesse compilato per il suo impegno di guida volontaria dell'associazione Amici di Palazzo Reale (APR). Papà tutto era meno che un monarchico, ma credeva che un impegno culturale dovesse prescindere dalle simpatie politiche. Anche se non ne abbiamo mai parlato, sono sicuro che Giuseppe avesse ben chiara la differenza tra la memoria, che è soggettiva, fallace, contradditoria, e la storia, che punta all'oggettività, che cerca la sintesi, ambisce a raccontare non i ricordi ma qualcosa che si avvicini il più possibile agli accadimenti reali. Dovendo raccontare ai turisti storie riguardanti i Savoia, papà non ha mai ricorso all'agiografia, nè si è fatto influenzare dalla sua ideologia, ma ha fatto quello che chiunque nella sua posizione dovrebbe fare: ha letto i libri di s...
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